italiano

Mondiali al contrario

| |
Mondiali al contrario
Mondiali al contrario

http://www.carta.org/campagne/dal+mondo/africa/19284

Appello. «Mondiali al contrario»
[8 Marzo 2010]

Le organizzazioni sociali interessate a ospitare il movimento sudafricano Abahlali [«quelli che vivono nelle baraccopoli»], in Italia in maggio, cioè prima della coppa del mondo di calcio, possono scrivere a Carta.

Care amiche e cari amici, alcuni di voi potrebbero essere interessati a incontrare le attiviste e gli attivisti del movimento sudafricano Abahlali baseMjondolo [«quelli che vivono nelle baraccopoli» in lingua zulu].

Carta: Mondiali al contrario

| |

http://www.carta.org/campagne/dal+mondo/africa/19284

Appello. «Mondiali al contrario»
[8 Marzo 2010]

Le organizzazioni sociali interessate a ospitare il movimento sudafricano Abahlali [«quelli che vivono nelle baraccopoli»], in Italia in maggio, cioè prima della coppa del mondo di calcio, possono scrivere a Carta.

Care amiche e cari amici, alcuni di voi potrebbero essere interessati a incontrare le attiviste e gli attivisti del movimento sudafricano Abahlali baseMjondolo [«quelli che vivono nelle baraccopoli» in lingua zulu].

Sud Africa ha già perso

| | | | | | | | | | |

Sud Africa ha già perso

di Francesco Gastaldon e Filippo Mondini

A CAPE TOWN, negli ultimi mesi, sono stati espulse almeno ventimila persone dai vari «settlements» [insediamenti informali] della città per essere spostate di forza in casette costruite tra l’aeroporto e la città. L’opera di «beautification» [«abbellimento»] è cominciata. Ma questo la propaganda per i mondiali di calcio 2010 in Sud Africa non lo dice. È anche così che le autorità sudafricane si preparano a ospitare i mondiali in programma tra giugno e luglio. Nell’immaginario collettivo italiano il Sud Africa è noto per due cose: l’African national congress [Anc], il parti-to-Stato di Mandela, e i campionati del mondo 2010. Mandela e il suo partito fanno venire in mente momenti gloriosi di speranza e di liberazione, di lotta e di sacrificio. I mondiali di calcio, invece, fanno venire in mente una immagine di Africa che ce l’ha fatta, che finalmente ha raggiunto standard occidentali. E liberisti. Purtroppo questi due grandi miti, a un’osservazione meno superficiale, si rivelano ennesimi giganti dai piedi d’argilla. L’Anc ha ormai rivelato la sua natura antidemocratica. La repressione e gli omicidi politici contro il movimento sociale Abahlali baseMjondolo sono lì a ricordarlo [si vedano gli articoli pubblicati negli ultimimesi su Carta e su www.carta.org].

La politica dei baraccati contro l’apartheid che segrega i poveri

| | |

La politica dei baraccati contro l’apartheid che segrega i poveri

IL SUDAFRICA DEL DOPO APARTHEID È DIVISO IN DUE. DA UNA PARTE C’È LA VERITÀ UFFICIALE DELL’ANC, IL PARTITO-STATO, AUTORITARIO E NEOLIBERISTA. DALL’ALTRA, IL NUOVO MOVIMENTO DELLE TOWNSHIP, ABAHLALI, CHE ORGANIZZA LA POLITICA DAL BASSO.

DI FILIPPO MONDINI E FRANCESCO GASTALDON

KLIPTOWN, NELLA ZONA DI SOWETO, è ora una grande estensione di baracche fatte di lamiera e cartone, fogne a cielo aperto e un livello di disoccupazione che sfiora il 72 per cento. Ma questa ex township ha rappresentato in passato il simbolo della volontà rivoluzionaria di milioni di sudafricani. Nel 1955, il sobborgo ha ospitato i delegati del popolo chiamati a elaborare la Freedom Charter, che ha ispirato per decenni la lotta anti-apartheid. Fu un processo democratico che coinvolse i sudafricani oppressi dal regime, dalle campagne alle città. Cinquantamila volontari percorsero il paese in lungo e in largo, chiedendo alla popolazione segregata quale fosse la sua visione per il Sudafrica del futuroe ottenendo come risposte che «la terra deve essere ridistribuita», che «l’istruzione deve essere gratuita e obbligatoria», «libertà di movimento e diritto di residenza» e «l’eliminazione di tutti i ghetti».

Carta: Ancora violenze e intimidazioni contro il movimento Abahlali

| | | | | |

http://www.carta.org/campagne/dal+mondo/africa/18983

Ancora violenze e intimidazioni contro il movimento Abahlali
Francesco Gastaldon
[27 Novembre 2009]

Altre case di attivisti sudafricani sono state distrutte nell’insediamento di Kennedy Road, a Durban, mentre i «Kennedy 13» arrestati in settembre continuano ad essere trattenuti senza processo.

Durban, Sudafrica. La repressione e la violenza contro il movimento di «shack dwellers» Abahlali baseMjondolo [«quelli che vivono nelle baracche» in lingua zulu] non si ferma. Il teatro delle violenze è ancora una volta l’insediamento informale di Kennedy Road, dove Abahlali aveva il suo ufficio centrale e dove vivevano alcuni dei principali leader del movimento fino al 27 settembre. Come Carta ha raccontato, la notte fra il 26 e il 27 settembre, mentre era in corso un’assemblea notturna, una folla di circa quaranta persone aveva assaltato il vicino insediamento di Kennedy Road, gridando slogan contro i leader di Abahlali e distruggendo le loro case. Da quel giorno, vari membri del movimento, fra cui i suoi leader principali, vivono in clandestinità con le loro famiglie.

Carta: Polizia fuori controllo nelle baraccopoli di Durban

| | | |

http://www.carta.org/campagne/dal+mondo/africa/18873

Polizia fuori controllo nelle baraccopoli di Durban
Francesco Gastaldon
[18 Novembre 2009]

Per il movimento sudafricano Abahlali le violenze della polizia fanno parte del più generale attacco ai danni del movimento degli «shack dwellers», le persone che vivono nelle baracche

Durban, Sudafrica. Nella notte fra venerdì e sabato scorsi l’insediamento informale di Pemary Ridge, affiliato al movimento di shack dwellers Abahlali baseMjondolo [«quelli che vivono nelle baracche» in lingua zulu], è stato al centro di una brutale operazione di polizia. Intorno alle otto di venerdì sera, un’auto privata con a bordo alcuni agenti di polizia è giunta all’insediamento. Gli agenti hanno cominciato a perquisire vari shack, alla ricerca di rivenditori abusivi di alcolici. Le perquisizioni, tuttavia, si sono ben presto trasformate in feroce violenza nei confronti dei residenti di Pemary Ridge, che è andata avanti per più di tre ore. Con l’aiuto di un’altra decina di colleghi giunti a dare manforte, la polizia ha fatto irruzione in varie baracche, trascinando gli abitanti in strada e picchiandoli con manganelli e bastoni. Un uomo, che tornava a casa dopo il lavoro ignaro di quello che stava accadendo, è stato aggredito senza alcun motivo. «Questo servirà a darvi una lezione!» hanno gridato gli agenti, aggiungendo che vedere un uomo che torna a casa ferito «sarà una lezione per tutta la comunità». Decine di persone, donne comprese, sono state aggredite brutalmente anche all’interno dei loro «shack» [l’insediamento informale]. Molti residenti sono fuggiti nella boscaglia vicina per nascondersi, mentre varie donne hanno creato delle barricate con pneumatici e altri oggetti di fortuna. Gli abitanti di Pemary Ridge hanno raccontato che la polizia ha anche aperto il fuoco, sparando in modo casuale decine di colpi in tutto l’insediamento. L’operazione si è conclusa con vari feriti, di cui uno in gravi condizioni, e tredici persone arrestate. Una volta di fronte al magistrato, la mattina di lunedì, il fermo non è stato convalidato e tutti gli arrestati sono stati rilasciati.

Carta: Una eccezionale intervista al presidente del movimento sudafricano Abahlali

| | |

http://www.carta.org

Una eccezionale intervista al presidente del movimento sudafricano Abahlali, oggi clandestino perche il governo e la finanza vogliono speculare sulle aree delle baraccopoli

intervista a S’bu Zikode di Francesco Gastaldon

BAHLALI BASEMJONDOLO [«Quelli che vivono nelle baracche» in lingua zulu, «shakdwellers» in inglese], come abbiamo raccontato su Carta 35/09, è un grande mo-vimento sociale sudafricano nato alla fine del 2005 per protestare contro la ca-renza di servizi di base nelle baraccopoli e la mancata distribuzione di case nelle città. Il mo-vimento ha fin da subito denunciato l’atteggiamento delle autorità locali, incapaci di vede-re le esigenze reali dei poveri urbani. Abahlali si è diffuso nel Kennedy Road di Durban, poi in altri insediamenti informali nella regione del KwaZulu-Natal e in quella di Città del Capo.

Il Manifesto: Township in ebollizione, l'Anc assediato a sinistra

| |

http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/argomenti/numero/20091022/pagina/09/pezzo/262864/

di Stefano Liberti

Township in ebollizione, l'Anc assediato a sinistra

Rivolte nelle baraccopoli, il partito di Mandela in difficoltà
La tensione sale nelle township sudafricane. Sale sempre di più, man mano che si avvicina la data fatidica, quel 2010 in cui i riflettori del mondo saranno puntati sul paese arcobaleno che ospiterà i primi mondiali di calcio in terra africana. All'ombra dei grandi lavori di restyling delle città, si susseguono ormai con cadenza quotidiana manifestazioni in cui gli abitanti delle bidonville chiedono migliori condizioni di vita, o semplicemente l'accesso ai servizi di base, come acqua ed elettricità.

Abahlali. Scrivete una e-mail di protesta all'ambasciata sudafricana

| |

http://www.carta.org/campagne/dal+mondo/africa/18620

Abahlali. Scrivete una e-mail di protesta all'ambasciata sudafricana
Filippo Mondini
[22 Ottobre 2009]

Pubblichiamo la lettera con la quale Filippo Mondini, missionario comboniano a Castel Volturno ma che ha vissuto molti anni in Sudafrica, chiede di sostenere il movimento delle persone che vivono nelle baraccopoli Abahlali scrivendo una email di protesta all’ambasciata sudafricana.

«Cari amici e care amiche, come sapete stiamo seguendo le vicende del movimento Abahlali baseMjondolo di Durban, che ha subito qualche settimana fa una violenta repressione, nella quale tre persone sono morte e migliaia di persone hanno dovuto abbandonare le loro case e vivono ora da rifugiati nella loro stessa città. I leader del movimento sono stati minacciati di morte, e sembra evidente che alcuni membri locali dell’African National Congress [Anc] abbiano un ruolo in quanto è accaduto. Potete trovare altre informazioni su www.abahlali.org e nel sito di Carta [i link sono nella colonna di destra].

Sudafrica. Vittoria dei baraccati contro lo «Slum act»

| | |

http://www.carta.org/campagne/dal+mondo/18566

Sudafrica. Vittoria dei baraccati contro lo «Slum act»
Filippo Mondini
[15 Ottobre 2009]

Il documento ufficiale con cui Abahlali baseMjondolo annuncia la vittoria alla corte costituzionale è intitolato: «Abbiamo vinto alla corte costituzionale pagando un prezzo altissimo». Dopo la violenta repressione messa in atto dall’Anc, dopo i morti e i rifugiati costretti a fuggire da Kennedy Road, è arrivata la vittoria contro lo «Slum act».
La corte ha dichiarato questa legge incostituzionale e, forse molto di più, ha vendicato la voce della gente della baraccopoli. La battaglia contro questa legge è iniziata già nel 2007, quando nelle baraccopoli in rivolta si è iniziato a discutere e a pensare forme di resistenza. «Il nostro ruolo è di collegare l’operazione ‘slum free cities’ con il mondiale del 2010. Dobbiamo dichiarare il 2010 un anno senza sfratti» affermava Sbu Zikode in uno dei primi incontri a Kennedy Road.

Syndicate content